Fra Narni, Foligno e Spello: un itinerario

Nell’antichità questa parte dell’Umbria era interessata da una deviazione (diverticolo) della vecchia Flaminia che attraversava diverse località e qualche valle. Il tratto principale che da Roma portava a Rimini, interessava un’altra parte dell’Umbria. Il diverticolo era stato probabilmente costruito dai Romani per motivi commerciali. Anche nel Medioevo, all’epoca dei Longobardi, l’Umbria subì delle divisioni: una zona era, infatti, sottoposta al Ducato di Spoleto dei longobardi ed un’altra invece costituiva il c.d. “corridoio bizantino” attraverso il quale per molti decenni furono possibili i collegamenti fra Ravenna e Roma. Poi gradualmente la situazione si modificò, in particolare dopo l’incontro (742) fra il re longobardo Liutprando ed il papa Zaccaria a Terni (antica Interamna) lo Stato della Chiesa –all’epoca in embrione- ebbe i suoi primi possedimenti nelle terre umbre.
Infine, ai tempi nostri, c’è un Umbria turisticamente più nota (Assisi, Perugia ecc.) e dall’altra ci sono diverse località che meritano sicuro interesse anche se talora beneficiano di minore notorietà.
Muovendo da sud verso nord, possiamo fare la prima tappa a Narni (antica Narnia) dove il programma turistico può essere abbastanza ampio anche perchè, sotto l’austera Rocca Albornoz, c’è un bellissimo centro medievale con interessanti monumenti (il Palazzo del Podestà, il Duomo, molte belle chiese, diversi resti di epoca romana), c’è poi il bel museo di Palazzo Eroli dove sono esposti fra gli altri una bella tavola dipinta dal Ghirlandaio e diversi reperti relativi ad un noto condottiero locale (il Gattamelata). Infine non va tralasciata la possibilità di avventurarsi nel percorso della Narni sotterranea dove possono vedersi luoghi del primo medioevo ma anche ambienti che furono utilizzati dalla Santa Inquisizione. Sia nel museo che in alcune chiese è poi possibile vedere alcuni dipinti di quel pittore Piermatteo nato nella vicina città d’Amelia che negli ultimi tempi è stata oggetto di un’importante rivisitazione degli storici dell’arte.
Seguendo anche la linea ferroviaria la tappa successiva è Terni. In genere moltissimi si recano nelle vicinanze di questo capoluogo per vedere le Cascate delle Marmore o talora la Basilica di San Valentino (protettore degli innamorati) o più raramente i resti dell’antica Carsulae ma l’idea che Terni sia solo un centro industriale va un momento accantonata. Infatti nell’attuale contesto urbano (spesso moderno) sono rimaste diverse cose interessanti del periodo medievale ed in particolare alcune chiese di grande interesse: l’antichissima San Salvatore, San Francesco con la cappella Paradisi, la cattedrale, S. Alò, San Pietro con l’affresco della Dormitio Virginis e via discorrendo. Anche qui operò nel quattrocento il già citato Piermatteo D’Amelia che ha lasciato in città lo splendido “polittico dei francescani” .

Arriviamo quindi alla città di Foligno che sovente è ricordata come nodo ferroviario o città industriale benché sia comunque di gran richiamo la Giostra della Quintana. Anche qui bisogna mettere da parte il sentito dire, infatti a Foligno (antica Fulginia) ci sono diversi monumenti di grandissimo interesse storico artistico. E fra questi il Duomo e l’attiguo Palazzo Trinci che è stato riaperto relativamente da poco dopo i danni subiti nel 1944. Per chi non conosce questo Palazzo è un’autentica sorpresa, vi si possono infatti ammirare bellissimi affreschi sia nella Cappella, sia nelle sale delle Arti liberali, dei Pianeti e dei Giganti. Si tratta in genere di opere realizzate da pittori della grande scuola umbra ma pare che ci sia stata anche la mano di Gentile da Fabriano. Tuttavia ci sono alcune chiese “che meritano”: San Domenico , Santa Maria Infraportas ecc. Appena fuori del centro sono poi ubicate la chiesa di S. Maria in Campis e la bella Abbazia di Sassovivo che vanta un bellissimo chiostro opera dei marmorari romani del XIII secolo.

Continuando per la nostra direttrice, l’ulteriore meta è Spello. Fra le città umbra è probabilmente quella che nel suo contesto conserva una buona percentuale di vestigia romane. L’antica hispellum era in epoca romana infatti una città di un certo rilievo ed ai tempi dell’imperatore Augusto rientravano nel suo ambito anche le Fonti del Clitunno che erano già celebri nell’antichità. Le porte di epoca romana sono diverse e poi sono ancora ben imponenti le c.d. “torri di Properzio”. Tuttavia a questo circuito archeologico vanno aggiunti gli estesi mosaici romani scoperti nel 2005 in località Sant’Anna e da poco tempo visitabili. Nella cittadina- talora nota per la sua infiorata- ovviamente non vanno dimenticate le numerose chiese medievali o rinascimentali, il notevole affresco del Pinturicchio in Santa Maria Maggiore, il complessivo contesto medievale e possibilmente anche la bella Villa Fidelia.
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