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PALERMO FRA IL MARE E LA CONCA D’ORA

 

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Il capoluogo siciliano è abitato fin dalle epoche remote. I primi che, valutata l’ottima ubicazione, vi si stabilirono furono -a quanto pare- gruppi di Fenici provenienti da Tiro. Poi arrivarono anche greci, romani e bizantini. La storia di questa città cambiò moltissimo con l’arrivo nell’anno 831 degli islamici in quel periodo in massima espansione in buona parte del bacino mediterraneo.
Fu ovviamente un cambiamento notevole anche perché i nuovi arrivati si impegnarono in numerose costruzioni e spesso crearono nuovi quartieri. Altresì questa presenza fu abbastanza duratura: si concluse infatti solo nel gennaio 1072 con l’arrivo cruento di cavalieri normanni al comando di Roberto il Guiscardo e di altri esponenti della famiglia Altavilla (Hauteville).

fontana

Anche per altre circostanze nel sud Italia ecc. si creò poi una dinastia reale di stirpe normanna: Ruggero I, Ruggero II, Guglielmo I, Guglielmo II, Tancredi ecc. che gestì Palermo e la Sicilia in modo efficiente ricorrendo spesso all’ausilio delle popolazioni islamiche che erano rimaste comunque numerose. Da questo incontro, a parte una monetazione del tutto interessante, si sviluppò quella che è definita “arte arabo-normanna” . Conseguentemente sono numerosi a Palermo i monumenti in questo stile del tutto unico nel contesto europeo: Palazzo dei Normanni con la splendida Cappella Palatina, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, le attigue chiese di San Cataldo e della Martorana, la residenza della Zisa ed altre costruzioni meno note al grande pubblico. Elevati livelli artistici furono anche raggiunti nella vicina Monreale dove, con il forte interessamento dei papi di Roma e dei re normanni, fu ubicato un importante complesso abbaziale destinato a cristianizzare l’elevato numero di arabi che risiedeva a poca distanza dall’abitato di Palermo. Gli stessi famosi mosaici della Cappella Palatina e del Duomo di Monreale avevano anche la funzione di far comprendere con l’opportuna grandiosità il ruolo della Cristianità e dei nuovi sovrani .

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Con la fine della dinastia normanna fu il turno di un giovane sovrano che per parte di madre era discendente degli Altavilla e per parte di padre dell’imperatore tedesco. Questo giovane regnante fu il celebre Federico II di Svevia che dominò la scena europea per diversi decenni e fece di Palermo una delle città più importanti del continente. Nonostante i suoi domini fossero molto ampi, volle essere seppellito a Palermo ed oggi il suo monumento funebre (in porfido rosso) è ubicato nella cattedrale del capoluogo siciliano. Morto Federico II e conclusasi rapidamente la rapida carrellata dei suoi discendenti, arrivarono gli angioini e ,dopo la celebre rivolta dei Vespri, gli aragonesi e poi la dinastia dei borboni.

San Cataldo

La bellissima Palermo e la ricchissima Sicilia di arabi, normanni e svevi per molti versi divenne un ricordo. Tuttavia un risveglio artistico ci fu nel periodo barocco e poi nel settecento (in tale secolo in particolare molti nobili si costruirono delle splendide ville in città o nella vicina Bagheria). Proprio a cavallo fra il seicento ed il settecento ebbe modo di affermarsi, con i suoi stucchi e le sue statue, un grande artista come Giacomo Serpotta. Altra fase interessante si ebbe a Palermo fra la fine dell’ottocento ed il primo ventennio del novecento. La città anche per il suo clima iniziò ad essere frequentata da nobili e ricchi possidenti provenienti da diverse parti d’Europa. Il risultato dei fermenti culturali che ne seguirono fu un particolare sviluppo dello stile Liberty che fra i suoi principali interpreti ebbe l’artista Ernesto Basile. Tutto è cambiato ovviamente con i duri bombardamenti del 1943 e la numerosa serie di problemi del dopoguerra e dei tempi più recenti. (alpav)




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Palermo medievale, Giacomo Serpotta, Ernesto Basile

 

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