Bed and breakfast Italia campania liguria lombardia trentino veneto toscana toscana umbria marche lazio campania abruzzo sardegna friuli venezia giulia piemonte valle d'aosta emilia romagna molise puglia basilicata calabria sicilia Sweetitalia Index alloggi italia Fotografie Italia





Ricerca personalizzata

Orte

 

Orte


Oggi vi voglio raccontare una favola ambientata in un futuro talmente lontano che potrebbe essere già passato. La vicenda è ambientata ad Orte, crocevia d'autostrade, ferrovie e di altri passaggi, al confine tra Lazio ed Umbria; cittadina non lontana da Civita di Bagnoregio e da Orvieto.
In questo luogo dove tutti arrivano per caso (una volta dei russi si sono fermati ad Orte perché il treno aveva finito il carbone, un'altra ci ha pernottato un cane pechinese perché aveva terminato la benzina del suo furgoncino hippy verde e bianco e quel giorno l'unico benzinaio locale era chiuso per lutto), noi ci siamo giunti, ci giungiamo o ci giungeremo (il tempo dipende dall'interpretazione, ma si dalla prospettiva esistenziale; insomma dipende dal vostro essere ottimisti, ovvero dal vostro essere pessimisti.) perché abbiamo volutamente scelto di andarci.

Prima di addentrarci nel racconto dobbiamo fare una breve parentesi sulla tecnica narrativa: per semplificare la lettura di questa storia utilizzeremo sempre il presente, perché ci rendiamo conto che, certamente sarebbe più corretto declinare ogni singolo verbo al presente, al passato ed al futuro, ma questo appesantirebbe troppo la storia.

Ad occhi socchiusi ammiriamo la forma perfetta di una città medioevale, che si esprime nella sua antica pensilità rupestre. Se apriamo un po' lo sguardo ci rendiamo conto che la sua forma è violentata da case di un passato più prossimo e che la splendida vallata, oltre che dal Tevere, è attraversata anche da numerosi fiumi d'asfalto e di ferro su cui si susseguono chiassosi e puzzolenti pesci meccanici di diverse dimensioni. Alcuni di questi fiumi sono sospesi in aria, sostenuti da grandi colonne di cemento, altri adagiati sui campi della vallata.
Storditi ci addentriamo nella città. Dentro tutto ci appare incantato, immobile, ci sembra di essere in una dimensione senza tempo. Non si sente una voce, ma che dico un rumore; niente neanche un bisbiglio. Solo nella piazza principale qualche anziano ci saluta e ci racconta la storia dei suoi antenati, che sembra si chiamassero Pelasgi e fossero venuti in zattera dalla lontana Grecia.
Il luogo ci appare sacro: davanti ai nostri occhi tantissime chiese, scritte d'amore sui muri, armoniche aiuole; ogni cosa contribuisce alla creazione di una quiete mistica che non può non affascinarci.
Ad un tratto, da un vicoletto vediamo spuntare un coniglio con un orologio in mano che correndo senza salutarci ci dice che è tardi e che deve andare. Ci ricorda qualcuno, probabilmente, incontrato in una fiaba non nostra. Decidiamo di seguirlo e, improvvisamente, ci ritroviamo a correre per le vie strette della cittadina. D'un tratto non siamo più soli, insieme a noi ragazzini, giovani, poliziotti, tutti ad affrettarsi nella stessa direzione in cui sta sgattaiolando il coniglio. Iniziamo una vera e propria gara. Il primo posto è ormai andato. Le orecchie a punta del leader sono purtroppo irraggiungibili; la seconda piazza, invece, sembra alla mia portata. E' un vero e proprio testa a testa tra me e un giovane motociclista urbano.
Mentre sono preso dal massimo sforzo il mio sguardo si incrocia con quello di una vecchina che procede lentamente in direzione ostinata e contraria.
Mi sembra che mi sussurri qualcosa del tipo: fermati finché se in tempo.
Non la ascolto; il secondo posto è troppo importante! Il traguardo è, ormai, alla mia portata, lo vedo sullo sfondo proprio sulla piazza principale.
Quando mancano pochi metri, un tuono potentissimo squarcia il cielo e riesce a destare dal sonno perfino un cinese sordo che dormiva della grossa a Pechino.

Il mio cuore si arresta per un attimo.

Cado a terra stremato a pochi centimetri dal traguardo.
Mentre mi trovo disteso esanime, mi sorpassano nell'ordine un cane zoppo, un cinghiale diabetico e perfino una tartaruga bicentenaria.
Anche la medaglia di legno è sfumata, che sfortuna!
Solamente dopo alcuni minuti mi riprendo. In realtà, per un attimo, immagino di aver battuto forte la testa, perché lo scenario che si presenta davanti ai miei occhi sembrerebbe a chiunque fantascientifico.
La stessa piazza, occupata, solamente pochi minuti prima, da un mazzo di carte, un tavolino e quattro anziani professionisti del gioco della briscola, si è trasformata in una vera e propria discoteca a cielo aperto.
Delle casse giganti a forma di automobile impongono senza soluzione di continuità musica commerciale, musica demenziale, rock, e le sigle dei cartoni animati. Intanto, il sindaco che indossa dei paraorecchie a forma di pantera rosa conferisce il primo premio della maratona al coniglio, poco distante un bambino imita Michael Jackson, mentre i suoi genitori mangiano un gigante panino con la porchetta. Spaventati io ed i miei amici fuggiamo, pensando a che cosa avrebbe pensato Pasolini se in un futuro per lui troppo lontano fosse capitato per caso in questa città.*

 

orte
orte
orte
orte
orte
orte
orte
orte
orte
orte orte
orte
orte
orte
orte
orte

 

 

Per informazioni le pagine wikipedia su Orte.

 

 



Visualizza Sweetitalia.it in una mappa di dimensioni maggiori.



* I testi sono di fantasia e rielaborano i dati storici in maniera creativa ed a fini narrativi. Riferimenti a fatti e persone sono puramente casuali e per informazioni uffciali si rimanda sempre ai siti istituzionali. Le immagini pittura ad olio e le fotografie hanno un fine esclusivamente descrittivo dei testi e non sono commercializzabili. L'autore è proprietario dei testi e delle immagini ed ogni fine di riproduzione anche parziale e vietato se non espressamente autorizzato.

Valid XHTML 1.0 Transitional