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Fotografie Altilia Sepino:



Altilia

 

L'area archeologica di Sepino sorge in un alto piano a 700 metri sul livello del mare e si sviluppa in età romana, quando questo municipium costituisce un importante centro di commercio localizzato lunga l'arteria che collega le pianure alle alture del Matese. Il toponimo di Sepinum, significa luogo recintato. La realizzazione dell'attuale perimetro murario si fa risalire all'età augustea. 1200 metri di cinta muraria lungo cui si aprono 4 porte. Porta Tammaro, Porta Benevento, Porta Bojano, Porta Terravecchia. Città romana di pianura che sorge all'incrocio di due importanti strade: il tratturo Pescasseroli Candela, attraversato dalle greggi transumanti nei loro spostamenti, l'altra ad esso trasversale che scende nel Matese e continua in direzione della fascia costiera. Il periodo di massimo splendore edilizio per la città si fa risalire alla prima età imperiale. Ad essa si riferiscono la costruzione ed il rifacimento di alcuni importanti edifici, quali il foro, la basilica, le terme, il sistema fognario, forse il teatro e soprattutto la cinta muraria in opera reticolata. In seguito al terremoto del 346 si registra un nuovo fermento edilizio. A causa di una forte crisi economica e demografica, aggravata dalle devastazioni della guerra greco - gotica (535 - 553), la città subisce gravi danni, a seguito delle scorrerie dei Saraceni, la popolazione abbandona la pianura e si rifugia in collina, dando così nascita ai castelli. Nasce così il primo nucleo della Sepino attuale.

 

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Il Teatro

Il Teatro era certamente tra gli elementi architettonici di maggior rilievo nella Sepino romana. questo sorge ai margini della cinta muraria urbana, nella zona settentrionale del perimetro cittadino, precisamente tra Porta Boiano e Porta Tammaro. L'ubicazione periferica è dovuta, in parte all'abitudine romana di addossare teatri ed anfiteatri accanto alle mura cittadine, in parte all'esigenza di agevolare il deflusso dei cittadini al termine dello spettacolo. L'edificio è stato costruito al termine del completamento delle mura. In quell'0occasione è stato realizzato un varco simmetrico per agevolare l'accesso diretto al Teatro dalle Campagne. Il teatro aveva una capienza di 3000 posti. Oltre all'ingresso extra moenia, due ingressi monumentali permettevano l'ingresso dalla città. Del teatro sopravvive parte del proscenio, mentre la struttura della scena è scomparsa.
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La Fontana del Grifo

La denominazione scaturisce dall'immagine rappresentata sulla lastra: il Grifo. Il Grifo è notoriamente collegato a Nemesi, divinità della sorte, venerata nel mondo dell'Arena. Dall'incisione iscritta sul prospetto della fontana conosciamo i nomi dei due munifici cittadini C. Ennio Marso e L. Ennio Gallo che provvidero alla fine del I secolo A.C. ed allinizio del I secolo D.C. che provvidero alla realizzazione non solo di questa, ma anche di altro bacino attestato da una lastra, e andato perduto.
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Il mulino ad acqua

E' uno dei pochi monumenti chje si conservano in Italia. Dell'impianto rimane la vasca settentrionale in cui era posizionata la ruota idraulica, azionata dall'acqua proveniente dalla cisterna, collocata all'esterno della cinta muraria. Nel vano retristante era collocato il sistema di molitura. L'asse della ruota passava attraverso un orifizio orizontale e faceva scattare un ingranaggio in un alloggiamento affiancato alla ruota; al di sopra di esso si trovano le macine messe in movimento da un asse verticale. Il grano versato nella parte superiore era frantumato dalle macine e la farina scivolava sui bordi. L'impianto fu utilizzato dalla seconda metà del III IV secolo D.C.
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Il monumento funerario Ligus

Il monumento funerario P. Numisius Ligus è stato costruito con gli elementi originali a poca distanza dalla Porta Bojano, all'esterno della cinta muraria. La tomba risale al I secolo D.C. e l'iscrizione conservata sul suo fronte descrive la figura del personaggio pubblico cui è dedicata. Publio Numisio Ligure aveva rivestito cariche di rilievo in città: è stato tribuno dei soldati della Terza legione Augusta, prefetto del genio militare 15 volte, questore per tre volte, patrono del municipio. Il monumento è stato realizzato dal padre che lo ha fatto erigere a sue spese alla morte del figlio, come enuncia l'ultima frase dell'iscrizione: Pater fecit sua pecunia.
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Il foro e il resto della città.

All'incrocio del cardo con il decumano si apre il Foro, cioè la piazza, lo spazio destinato agli scambi e ai mercati all'inizio, centro politico ed aminnistrativo successivamente. Sulla piazza si aprono gli edifici pubblici: sul lato lungo nord occidentale le prime due aule, riconosciute come la curia ed i comizi, erano destinate all'attività politica ed amministrativa del municipio, le due successive erano luoghi di culto.
Foro

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Flora e Fauna

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